La memoria è un elemento essenziale di ciò che ormai si usa chiamare «identità» (formale, linguistica, etc.) concepita dall'accumularsi di sentimenti ed intenti di generazioni, produttori di simboli ed icone. Alcune di queste forme d'espressione riescono ad oltrepassare la propria realtà temporale (diventata adimensionale) e sintesi rappresentativa, percorrono gli eventi con fissità e rigidezza formale, mantengono inalterata la propria capacità di riassunto identitario diventando generatori di «costanti» per il tempo avvenire.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
