Forse è possibile rintracciare un patrimonio genetico delle forme di rappresentazione di un sistema sociale costituitosi nel tempo, attraverso intrecci e contaminazioni durante le sue fasi evolutive, sviluppando apparati caratterizzati da legami forti e rigidi o in altri casi deboli e flessibili. Realtà formali che si assemblano e che si disfanno in un continuum di esperienze nel tempo accumulatrici di saperi, di esperienze ma anche di dimenticanze ed accantonamenti.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
