Si può essere ambivalenti quando l'interpretazione può diventare sottilmente ottocentesca, in bilico tra distinzione ed interpretazione, tra alterazione e sovrapposizione di nuove filologie industriali e materiche. Al contempo lo si può essere quando la «matrice tecnologica riesce a produrre forme innovative» nel sincretismo ferro-mattone dell'École. Compromessi ricomposti nell'atto radicale del ripristino in uno nuovo stato di completezza, sottratta illusoriamente dal contatto con le regole della gravità, in un equilibrio progressivo tra rarefazione e addensamento.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
