A naso in sù abbiamo immaginato forme riconoscibili nell'elemento più sfuggente in natura. Sono le protagoniste che modulano la luce, l'atmosfera ed il tempo. Se la cultura popolare lo paragona ad una setas e quella ufficiale ad un parasol, la poetica strutturale può evocare «la capacità di trasformare un fenomeno meteorologico in un racconto visivo. (...) Catturare l'effimero nelle sue variazioni di densità e direzione rende visibile una potenza narrativa immediata», sempre in costante mutamento e trasformazione verso ciò che vorremmo immaginare.
Eccentrico e concentrico. Tutto ruota su un tempo ritmico in continua progressione nell'interpretare il contemporaneo, nelle velocità vertiginose dell'improvvisazione di melodie e pause rarefatte, nel timbro della voce roca ed aspra, sussurante e graffiante. Le cicliche metamorfosi sonore plasmano l'icona del sé, alimentano l'irrequieto mutamento in nuove identità specchiate in grandi lenti multiformi, impenetrabili ed imprevedibili. «Move with the times.».
