Ricondurre la luminosità alla sua presunta essenza, trasporre la sua assenza in oscurità in silenziosa attesa, introdurre rifrazioni sfocate ed allineate. La superficie rigata li materializza in una geometria proiettiva di singoli elementi strutturali ripetuti serialmente nel comporre l'immagine complessiva. E la molteplicità diventa atto consapevole nel tentativo di comporre un ordine logico, continuo e coerente.
«Ogni città (...) ha al suo fianco un'altra città i cui abitanti si chiamano con gli stessi nomi: è la (città) dei morti. (...) Le proprietà della città doppia sono note. Più (la città) dei vivi si affolla e si dilata, più cresce la distesa delle tombe fuori delle mura». «E perché il salto dalla vita alla morte sia meno brusco, gli abitanti hanno costruito una copia identica della loro città sottoterra. (...) Dicono che in realtà sarebbero stati i morti a costruire (la città) di sopra a somiglianza della loro città. Dicono che nelle due città gemelle non ci sia più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti».
