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«La scrittura, in assenza di altre forme figurative, costituisce (...) lo strumento obbligato per ogni forma di rappresentazione» ed il grafema si configura come la sua unità prima, elemento fondativo di un alfabeto suscettibile di trasformazione, ampliamento, combinazione. Il segno alfabetico, quindi, può assumere altri valori nella trasposizione formale e simbolica, sottoposto anche a condizionamenti di continuità culturali, ad addizioni comparative nel rapporto reciproco di permanenza/trasformazione.

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www.todaroarchitect.com - sitoweb, blog, marchio, logotipo ed immagine coordinata, Giuseppe Todaro Architetto (2012-2015)

La ricerca di sintesi, esigenza prima della comunicazione, può essere paragonata all'atto del comprimere, compressione di forme e di significati espellendo il superfluo. Trarre a sé l'essenziale comporta un processo sottrattivo seguendo percorsi anche associativi e combinatori, non immuni da ambiguità e sovrapposizioni. Ambivalenza che può delineare il tentativo di unificazione figurale tra forme rigide, concluse, autonome, con caratteri che tendono alla dinamicità, direzionalità ed orientamento.

www.tamarea.it - marchio, logotipo e sitoweb, Tamarea Residence (2002>2009)

Gli elementi naturali, geografici, paesaggistici, hanno un valore reale nel loro porsi come sintesi iconografica e scenografica, descrittiva e rappresentativa. Al visibile può essere associato un significato ideale più esteso, che travalica la raffigurazione diventando significato. La componente percepibile può essere trascesa ed attraversata, sintetizzata e percepita come sintesi dei luoghi, specchiata in una scatola ottica che ne riflette la proiezione del Genius loci .

Tempio Malatestiano (Leon Battista Alberti), Rimini

Con l'assegnare alla parola scritta «un ruolo fondamentale nell'enunciazione di principi e metodi "Sulla materia del costruire"», elevò in forma letteraria le «arti meccaniche» tramutandole in «liberali» e la sintassi greco-latina a fondamento del proprio tempo. Ricerca archeologica ed invenzione linguistica innescarono processi d'analisi «bifronte», sovrapponendo letture filologiche a future genealogie compositive, archi seriali a «Chappelle (che) mi perturbano».