«La scrittura, in assenza di altre forme figurative, costituisce (...) lo strumento obbligato per ogni forma di rappresentazione» ed il grafema si configura come la sua unità prima, elemento fondativo di un alfabeto suscettibile di trasformazione, ampliamento, combinazione. Il segno alfabetico, quindi, può assumere altri valori nella trasposizione formale e simbolica, sottoposto anche a condizionamenti di continuità culturali, ad addizioni comparative nel rapporto reciproco di permanenza/trasformazione.
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La ricerca di sintesi, esigenza prima della comunicazione, può essere paragonata all'atto del comprimere, compressione di forme e di significati espellendo il superfluo. Trarre a sé l'essenziale comporta un processo sottrattivo seguendo percorsi anche associativi e combinatori, non immuni da ambiguità e sovrapposizioni. Ambivalenza che può delineare il tentativo di unificazione figurale tra forme rigide, concluse, autonome, con caratteri che tendono alla dinamicità, direzionalità ed orientamento.
