La linea apparente ed illusoria che sottolinea l'indefinito materializza il limite che circoscrive lo sguardo e libera «la mente che fugge verso il mare». L'evasione è guidata da «camere incantate ed immateriali (...) dall'apparente fragilità ed instabilità, per far accedere a una dimensione di sogno e di incertezza». Nei suoi equilibri precari al limite del soffio, «senza peso come insetti acquatici», la fuga segue la traccia sottile del mediterraneo racchiusa in strutture immateriali, aperte ad un nuovo equilibrio percettivo: «Mette un orecchio alla natura: sente l'erba che cresce, il fruscio delle nuvole, il telaio del ragno, gli utensili delle formiche, il fischio del tempo che passa».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
