Mamma li turchi. «Se viaggi per la costa siciliana (...) riuscirai a distinguere, in forma quasi stratificata diversi sistemi insediativi: le torri di avvistamento e i castelli, le murate città portuali (...) tutto rivolto all'interno, aggrappato agli altipiani e alle montagne, intento a sottrarsi al mare ed escluderlo dietro il sipario di alture e di mura'.» Il «limite» geografico generò modalità d'interpretazione e di configurazione convergenti verso l'orizzonte marino, avamposti solitari governati dall'attesa, dall'isolamento e legati indissolubilmente all'ignoto.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
