Westwerk (o corpo occidentale a torre) è una particolare declinazione formale del potere temporale su quello spirituale, «infatti a partire dall'epoca carolingia non esiste monumento architettonico senza torri: torri singole, in gruppi, isolate o – fatto ancora più sintomatico – torri inserite nella struttura della chiesa». L'addizione innesca una progressione processuale dinamica ed ambigua di traslazione e trasformazione in forme specifiche, attraverso sottili spostamenti di ruolo di parti precostituite. L'atto della ricollocazione sperimenta costantemente la capacità d'adattamento del divenire della forma, istituendo relazioni multiple in uno stato di sospensione tra due realtà differenti.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
