I Teatri della Città. Mettere in scena la vita quotidiana è la naturale estensione del mondo diventato «il teatro dell'auto-rappresentazione» tra realtà e simulazione, «maschere» e spettatori, palchi e scena dell'arte dell'improvvisazione. La densità umana ed urbana apre nuovi «scenari» verticali dove quinte teatrali o loggiati popolari si scambiano di ruolo nel condividere «atti unici» di farsesca quotidianità.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
