L'autarchia totalitaria dell'«Estado Novo» coltivò, nel suo isolamento, momenti di forzata sospensione storica che estesero le riflessioni sulle avanguardie discese nell'oblio e rarefatte dal tempo. La dimenticanza prolungata ed il suo ritrovarsi produsse un salto temporale che ripropose esperienze sociali olandesi e tedesche, «il bianco nordico ed al contempo mediterraneo», il vernacolo come «stili di vita», processi di partecipazione e riscatto collettivo che inserirono la "nuova narrazione" nell'esperienza del contemporaneo.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
