L'estetica della statica, della stabilità e del peso, può emergere estendendo la "sezione" a matrice centrale ed estraendone una duplice utilità. L'ottimizzazione strutturale e la ricerca della forma percorrono il vuoto assottigliandosi in uno sviluppo lineare in continuo equilibrio tra la «tensione dell'intradosso» e l'essenzialità dell'estradosso, flettendosi in su al cospetto della grande scena urbana. Unità statica e figurale coincidono, espellendo il superfluo.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
