A posteriori è possibile rintracciare caratteristiche dominanti di stagioni storiche capaci di orientare e definire un proprio pensiero maturo ed autonomo. Momenti, brevi o lunghi, di assolutezza e di chiarezza teorica ed ideologica. La storia definisce anche momenti mediani di incubazione, elaborazioni dubbiose e dinamiche che prediligono l'ibrido al categorico, al contempo simmetrici nel trovarsi in un punto intermedio collocato in egual misura tra «la verità naturalistica» fiamminga e «la verità ottica» urbinate.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
