Come un ritornello orecchiabile «questa idea figurativa è straordinariamente diretta ed efficace nel ripetere, in sequenza regolare ed indifferenziata, un unico identico elemento: l’arco, emblema dell’architettura classica romana e simbolo dell’autarchia totalitaria. Ciò che colpisce è anche il modo in cui l’oggetto architettonico, un cubo con la sua configurazione, assolve la funzione di emergente fondale urbano (...) come in una grandiosa città ideale».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
