«Dalle origini incerte e misteriose, in bilico tra i diversi regni naturali» e materiali, mitologici e culturali, la «gemma mediterranea» delineò nel tempo un complesso intreccio ramificato in meticciaggi e migrazioni di sapienze inclusive. «Stava laggiù chissà dove, nel profondo, come alcune memorie arabofone diventate plataresche» ricomposte in retroincasti e cuciture tra il sacro ed il profano, a comprimere il ponente con il levante, la Civitates censoriae e l'Urbs Invictissima.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
