L'ereticità irrequieta procede per irriverenti «montaggi di citazioni e riscritture di parti già definite, ricomposte secondo un nuovo ordine» combinatorio ostentatamente irriverente. L'esperienza d'accumulo può generare, nel tempo, un kit autobiografico attraverso «operazioni di memoria di forma, operazioni analogiche e tipologiche (...) Trasposizioni temporali, dal passato al presente e trasposizioni spaziali, da un luogo ad un altro, anche tra loro geograficamente lontani».
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
