L'osservazione empirica delle dinamiche naturali, ricondotte e trasformate in "lavoro meccanico", testimonia un particolare rapporto col territorio oltre che col suolo, rendendo visibile ed utile il circostante geografico. La produzione di energia da forze naturali «(...) generò processi da cui emersero forme connesse alla specifica natura dei materiali e della topografia, determinando la realizzazione di forme geometriche primarie scavate, tracciate e costruite attraverso l'accumulazione di conoscenze». Forme prime calibrate per la ricerca del "salto geometrico", destinate prima o poi ad essere riassorbite dai processi naturali e scomparire nel paesaggio orografico.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
