L'immateriale e la metamorfosi guidano «l'arcaico affollarsi di "colonne" quadripartite che si fanno alberi architettonici, (...) dai grandi ed astratti capitelli disegnati da solenni curve (che) riproducono il gesto delle mani aperte nella preghiera o la forma simbolica della palma. (...) La poetica dell' "ascolto" conduce ad una narrazione che si carica di una allusiva capacità di simulare preesistenze vive e presenza perdute».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
