«Come in ogni fase di transizione, si poneva ad un tempo il problema di immaginare il futuro e di non sprecare il passato» selezionando e traslando modelli figurativi da associare a nuove superfici e tecniche di rappresentazione. Un «luogo di pace e ristoro» testimonia il passaggio delle forme ieratiche bizantine "in tarsie" trasferite alla nuova solennità "a fresco", «immagini ideali, volti atemporali, trasfigurati nel linguaggio iconico e distanti dalle passioni terrene».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
