Mondi remoti hanno prodotto processi di auto-riconoscimento attraverso valori simbolici e materiali, alcuni duraturi ed altri, più fragili, sostituiti da nuovi feticci che, a volte, assumono i connotati di finzione o di artificio. La Sicilia, come entità storico-culturale, non si sottrae dall'avvicendamento di nuove invenzioni precostituite e l'idea di tradizione diventa terreno di scontro se abbagliati da facili inganni storici declinati in oggetti commerciali forvianti, eludendo ogni altro tipo di approfondimento. Risultò inutile, quindi, l'interpretazione scelta per una nuova immagine coordinata fondata sul gioco di parole food=cibo e foddia (in siciliano significa follia) traslato nell'irrazionalità del Mito che ci accompagna da millenni.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
