«La piazza del mercato (Oude Markt o Grote Markt) nasce quando si diffonde in alcune città (...) la consapevolezza che (...) lo stesso mercato costituisca il tema di una sua propria piazza (...)», identificando e nominando lo spazio urbano con la funzione primaria di scambio e di auto-rappresentazione. Atti fondativi ne hanno definito le dimensioni con recinti di pietra innalzati a simboli dall'urbanità mercantile. Esprimere la sintesi di quella collettività impose, nel tempo, commistioni e coesistenze tra nuovi Pantheon bramantini ed eroiche ricostruzioni Neogotiche, l'affiancarsi di palazzi borghesi a quelli della nascente nobiltà commerciale, accomunati tutti da uno spazio profano non più Platee ma Markt.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
