Le libere associazioni sono esercizi comparativi che connettono forme di volta in volta collegate da una presunta vicinanza, ad evocare ogni volta qualcosa di analogo o di familiare: le partizioni interne che custodiscono i semi di melograno, le geometrie esagonali delle celle a nido d'ape, le reti da pesca dimenticate e mai tirate su, l'opus reticulatum interpretato da Vitruvio e disegnato dal Piranesi.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
