L'accumulo e la selezione delle testimonianze storiche attuano sistematicamente una compressione spazio-temporale di cronologie umane e materiali susseguitesi in un luogo, in più luoghi, in più epoche. Stratificazioni di genealogie interconnesse o radicalmente estranee ma accomunate dall'elezione ad esser memoria di tutti. Allora è possibile d'un balzo osservare lo scorrere del tempo attraverso trame cufiche dal minuto ticchettio, la possibile convivenza trascritta nell'epigrafe guglielmina, profili marmorei levigati dalla luce di veneziana intuizione, la mano tesa che descrive una profondità illusoria e divina.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
