«La memoria collettiva ha coagulato il momento storico della propria rifondazione in un evento singolo», sintesi lineare e convergente «di un teorema che connette i percorsi periodici dei pesci» con le geometrie stereotomiche estrattive e la parabola innovativa di visioni futuribili. Intersezioni che generarono sequenze a tutto sesto con acuti cadenzati da cialome rituali, camere di terra e di mare moltiplicate a comporre e riassumere l'essenza ciclica, litica ed iconografica. Aja mola! Aja mola!
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
