Sarà che la cultura siciliana è pregna di contese epico-cavalleresche o di semplici alterazioni fonetiche che evocano una nobildonna sfuggente; sarà anche l'istinto primordiale che attribuisce figure leggendarie ad ogni aspetto della natura; sarà, ancora, il fascino di evocare avvenimenti in forme sfumate dalla memoria e colorite dalla smemoratezza che si fa invenzione. Sarà, infine, «un luogo incantato e crudele, ruvido ed assoluto, malinconicamente cupo e corvino ed estraneo al proprio mondo, ma pur sempre nel mondo».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
