Il mito dell'opera comunitaria, della maestria collettiva, «della prosa popolare», svanisce al cospetto di piccole miniature che documentano la rigida struttura gerarchica descritta nella Relatio. «Il prestigio del "mirabilis artiflex" si fondava sulle sue cognizioni delle "arti meccaniche", distinguendolo dagli artifices e dagli operarii». Gli itineranti Lanfrancus e Wiligelme furono i celebrati «artefici e maestri» che conciliarono lo «spazio spiritualizzato con la sua contraddizione apparente: la solidità massiccia (...) concretizzazione della Verità».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
