Storie leggendarie narrano di peregrinazioni e fughe senza ritorno, di conflitti erranti tra eroi, giganti e furie naturali, raccontano le vicende di nuove fondazioni per voleri divini tra realtà ed illusione generando repertori di terre immaginarie e luoghi mitici. L'indeterminatezza colloca il verosimile nello spazio storico-geografico e la morfologia contribuisce a comporre toponimi evocativi. «Invero, sulle origini della città di Trapani non poco favoleggiarono gli antichi scrittori, e, mentre alcuni non esitarono ad attribuirle una origine divina, molti altri si compiacquero a raccontare favole mitologiche, intese più a spiegare le meraviglie della natura che a ricercare le verità storiche: non mancò, ad esempio, chi si dilettò a far sorgere Drèpanon dalla falce caduta a Cerere, mentre correva per i cieli in cerca della rapita figlia Proserpina». Storie di miti che forgiano epici «segni perché la città cominci ad esistere».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
