Gli «strati di relazioni che definiscono un ambiente fisico (testimoniano) la storia dell'attività umana su quel supporto geografico (...) pazientemente costruito come paesaggio (...) come stratigrafia della loro formazione». Tracce e strati su crinali fanno emergere «strutture profonde, non metastoriche, ma quasi: la disposizione parallela dei terrazzamenti collinari delle aree mediterranee» «forniscono la trama delle distribuzioni del suolo, i modi e le direzioni secondo cui essa è istituita». «Si tratterà (quindi) di operare con il minimo degli spostamenti possibili, con il massimo dell'economicità figurativa dell'intervento (...) per incontrare il minimo di resistenza. Si tratta cioè di stabilire il grado di congruenza tra materiale geografico» e intenzione figurativa, gestire «l'urto tra geometria e geografia» in punti sensibili preposti verso «lo sconosciuto, l'ignoto, l'orizzonte».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
