Il desiderio d'impossessarsi dello spazio bidimensionale proietta l'«horror vacui» verso l'«amor infiniti», ricoprendo le superfici con ripetizioni modulari da estendersi indefinitamente. Trattati e manuali analizzeranno lo «schema continuo» delle combinazioni e permutazioni approfondendone criteri e possibili sviluppi: i metodi associativi di Douat e il diagramma sequenziale di Blanc, le diciassette simmetrie di Speiser o le «losanghe a caduta» di Day. Traslazione, rotazione, riflessione, diventano atti consapevoli nel comporre una struttura logica, continua e coerente. «Inquadrare, riempire, connettere. Ciascuno di questi procedimenti (...) può puntare verso l'infinito».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
