Vite vissute brevemente compongo campi «d'unità totalizzante, (dove) ogni entità diversa dall'altra riconduce tutto all'infinita variazione di una stessa cosa». Adagiati su uno sfondo che si estende verso l'orizzonte marino, le formazioni di elementi separati e riuniti in un rigoroso repertorio di unità e permutazioni incorporano la moltitudine di esperienze umane diventate «densità di rapporti geometrici, che di volta in volta possono affermarsi secondo le inafferrabili leggi delle risonanze e del ricordo».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
