Un disegno di Paolo Portoghesi restituisce l'ipotesi borrominiana «come avrebbe potuto essere». Un moto curvilineo espelle dalle fondazioni del Girolamo Rainaldi il portale «a timpano», impeto che afferma la convessità della cupola prepotentemente immessa nello spazio urbano. Le vicende papaline vedranno tornare i Rinaldi ed il timpano e confermare gli alti avancorpi campanari del Baratta. L'alternanza produrrà intenzioni più che affermazioni, componendo una frammentaria completezza di ipotesi incompiute.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
