«Un mondo di pietra quasi ipogeo da forma al vuoto della sua assenza» innalzando i propri limiti oltre lo spazio disponibile. Una cavità rivolta al cielo, ad un su indefinito ed illimitato ricavato da un processo inverso di sottrazione o mancanza, un'assenza che la «(...) espone in egual misura al dominio del sole e delle tenebre». L'incompletezza sposta il confine dell'esistente tramutandolo in immateriale, mutevole, sfuggente, riattivando l'essenza del gotico a proiezione simbolica verso il divino.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
