«La necessità di appartenere ad un sistema assoluto e, allo stesso tempo, aperto e dinamico (...) dalla vitalità plastica e ricchezza spaziale, attiva un'integrazione tra la realtà esterna e le forze interagenti interne. (...) Dualismo che rifiuta gli "a priori" proiettandosi continuativamente secondo le diverse situazioni, con reciprocità a più livelli che tendono allo "spazio unificato"».
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
