La gravità statica sembra l'unica matrice che configura l'ibrido costruttivo intrecciando le diverse genealogie per affinità formali e capacità materiali. La compressione stereometrica condensa in forma monolitica la densità storica semplificando illusoriamente le complessità culturali. L'illusorio conduce al distacco tra compressione esterna e decompressione interna, guida il dispiegarsi delle complesse concatenazioni in trame murarie ed amplifica l'espandersi dello spazio votivo, su in alto, verso il mistico.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
