La mutua relazione dialettica tra fattori storici (condizioni materiali nel tempo) e modelli rappresentativi (eletti ed elevati a simbolo) pose le basi per «un incremento, una modificazione di una realtà preesistente di forme precostituite (...), dando luogo a veri e propri cicli tipici di forme». L'accadimento di macro-eventi distruttivi rigenerò le antiche sapienze costruttive in nuove sintesi d'ibridazione strutturale, tramandando la trasposizione di ruolo della torre-campanile con finalità sia statica che paesaggistica. La neo-classicità razionale prolungò la logica ad argine seu balestra, irrigidendo il campanile tornato in forma di torre da sempre correlato con «la furia della fabbrica».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
