Dalle profondità di processi produttivi arcaici, di riti e lotte ancestrali, affiorano reti rupestri incise per tirar su, ad estrarre e sollevare con forza e sapienza modulare. Profondità litiche o marine, il destino sembra cadenzato da un picchettio ritmato come un canto tradizionale che scandisce la discesa nelle profondità ipogee o la risalita sotto i colpi di uncini ferrati. Profondità dominate dalla moltiplicazione della regola geometrica mutata in gerarchia di segni minuti e archetipici, umili residui di vite e fatiche quotidiane.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
