«Due fessure orizzontali contrapposte hanno introdotto nello spazio interno la presenza della luce solare che si muove sulle pareti (...) assumendo un valore simbolico come transito nelle ore e nelle stagioni (...). A questo senso di appartenenza all'aria, al cielo, si contrappone in basso il senso di appartenenza alla terra: la breve porzione di suolo in pietra ad "opera incerta" (...) allude al mondo sotterraneo».
Assistere all'allestimento di una piccola mostra d'arte contemporanea fa scoprire le dinamiche, consapevoli ed inconsapevoli, che guidano la «messa in scena» di intenzioni, dubbi, speranze, scuotimenti emotivi che rimarranno sempre nella sfera personale ed intima. Perché il «dietro le quinte» non travalicherà mai l'astratto confine tra «il proprio mondo interiore con le luci della ribalta», o la continua ricerca di equilibrio tra se e la rappresentazione di se stessi.
