«Come in ogni fase di transizione, si poneva ad un tempo il problema di immaginare il futuro e di non sprecare il passato» attraverso «la selezione motivata di modelli storici (che garantissero il passaggio) dalla continuità della tradizione all'istanza innovativa». Forme di transizione che elaborarono sofisticati montaggi associativi di tipologie differenti: forme umili nel riprodurre il cadenzare urbano verranno ricomposte in imponenti murate turrite, planimetrie basilicali tripartite accoglieranno nuovi Markt d'ispirazione romanica. Assemblaggi placati ed unificati dall'unità minima seriale in cotto rosso, elemento primo dalla tradizione costruttiva mercantile.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
