«La "modificazione" può riferirsi a sistemi che superano il campo percettivo e che descrivono indirettamente le strutture contestuali a cui fanno riferimento. (...) sia che si tratti di dimensioni a grande scala attraverso la rappresentazione cartografica e la memoria (...) o prodotte dalla tradizione costruttiva di una città o di una regione. (...) sullo sfondo di una cultura o di una tradizione (si manifestano) le infinite sfumature della "modificazione", (...) che ritagliano un campo di riferimento dentro il quale saranno scavati e prenderanno senso i materiali» della memoria.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
