Empirismo razionale e magia devozionale potrebbero far alzare in su lo sguardo verso il divino materializzato dalla laica geometria, istruendo la ritualità in un sistema gerarchico organizzato e sovrapposto. Il riconoscimento sacrale dei confini fisici attiva l'identificazione figurale geometrico-intuitivo nei sui «supporti portanti» e «strutture modulari», traslando la configurazione in linee organizzate che individuano centro, mediane e diagonali, nodi e vertici. Accostamento ed analogie che proiettano le ipotesi di connessioni associative nelle possibili variabili di memorie ed esperienze passate.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
