«Che la forma migliore di conservazione sia quella assicurata dal riuso lo dimostrano (...) i monumenti pervenutici dal passato (...) grazie al riconoscimento del loro valore simbolico o materiale». La geografia dei luoghi ne estende ulteriormente la persistenza per scopi strategici o religiosi, definendo nel tempo particolari criteri d'uso e d'opportunità: presidiare il territorio per l'economia latifondista dei Flavi o degli Aghlabidi, custodire in solitudine il nuovo Spirito bizantino, consacrare l'investitura degli Hauteville a «Rex Siciliae» e protettori della Fede papale.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
