Lo spazio bianco non è semplicemente il campo visivo oggetto delle nostre azioni, ma può essere inteso ed interpretato come «spazio strutturale vuoto» che aiuta ad aggiungere una rilevanza visiva alla composizione (ed al layout). E se il lettering è slabbrato, impuro, il naming un writers-tag con forte connotazione anticonformiste, l'affermazione delle caratteristiche si tramuta in azioni «Wilde Style» di incessanti ripetizioni, sovrapposizioni che si impossessano della superficie con trame mutevoli.
Riflettendo con il senno del poi si può sintetizzare che certi lavori possono essere interessanti quanto inesatti. Indugiare su splendidi ambienti decorati con damaschi di varie tonalità in un palazzo storico del centro storico ha sicuramente influito nel tentativo di dare una nuova identità ad un bed and brekfast in procinto di cambiare gestione e forse anche nome. Quando il naming non s'associa al symbol quest'ultimo diventa un dettaglio forviante, forse anche bello, ma inesatto.
