Le forme migranti di ritorno appartengono alla ciclicità propria delle conoscenze umane che si perpetuano tra genesi e sviluppi, arresti ed abbandoni, a continue riscoperte e modificazioni. Forme tirate su da azioni collettive distribuite nel tempo, che migrarono dal sud berbero diventando stanziali nella Sicilia degli Emiri e degli Hauteville, che s'imbarcarono su navi crociate per raggiungere l'Île-de-France, ritornando con nuovi dominatori in ogive chiaramontane o catalane. Oppure permangono tra le pietre di antiche dominazioni, assunte a modello di una trasversalità linguistica che accomunava il catalano-aragonese e l'ibrido siciliano.
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
