«La sfida del presente sembra essere quella di saper trovare risposte alle proprie domande nel passato», «farsi eredi di una tradizione illustre ma periferica» attraverso la paziente ricostruzione di tracce sedimentate in diversi strati culturali, riproposte e traslate in collage di tipi storici, in nuovi riassunti di forme storiche. La traslazione delle forme senza perdita di memorie collettive può anche includere un «furto discorsivo, una appropriazione immediata di modelli estranei, da non considerarsi come imitazione subalterna, riduzione dell'inventività, ma trasformazione profonda di modelli dominanti che si depositano nella cultura autoctona».
L’indeterminazione del campo spaziale-proiettivo favorisce la ripetizione-permutazione «incentrata sulla figura geometrica del cubo (...), un modulo perfetto per poter sviluppare una trama infinita di possibilità e combinazioni». Le «Isometric Forms» misurano la «serialità manipolata» attraverso l'omogeneità materiale delle superfici, tra «brutalismo da Concrete Block Structures» e razionalità stereometrica. Prototipi di ridotte dimensioni (15x15x15, le stesse del prelievo di calcestruzzo in cantiere) testeranno il conglomerato cementizio con inerti di diversa pezzatura e di diverso tono, da realizzare secondo tre fasce sovrapposte (getto per gravità) o seguendo la griglia geometrica del «cubetto».
