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Studio di una installazione per il "Premio Oasi d’Arte / Art’s Oasis", Piazza Biscione a Petrosino (concept - incompleto, 2014)

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«Alla base delle identità culturali giacciono processi narrativi che sedimentano strutture metaforiche profonde trasformate in archetipi psicologici (...), stratificazioni dove è possibile individuare delle invarianti, strutture mentali-identitarie centrali, proprie dell'immaginario collettivo». Strutture-archetipi che vengono selezionati ed identificati anche in modo consapevole, come sintesi storica ed antropologica della vita di una comunità che sceglie il proprio destino legato al mare. Nella valutazione delle strutture-archetipi il passaggio interpretativo tenta di fa migrare le forme storiche in nuove funzioni e di manipolarle per nuovi usi, avvenendo di fatto un trasferimento ad altro ordine indirizzato a restituire un altro contenuto. Una deviazione o trasposizione di significato di sistemi formali che fluttuano nell'immaginario collettivo diventato nostro. Nella reinterpretazione che suggerisce lo "spostamento di senso", grandi e molteplici sistemi di "camere" occupano lo spazio in modo lieve, anti-monumentale, tentando di ristabilire un contatto con una dimensione spaziale e temporale relegata nella nostre memorie comuni.

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Halaesa Arconidea, Tusa

Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.

Chiesa di San Giovanni Battista o Chiesa dell'Autostrada, Campi Bisenzio. Esterno (Giovanni Michelucci)

Ci sono legami affettivi che mantengono costante la loro vivacità anche nello svolgersi di una vita centenaria. Ci sono luoghi che si identificano con la poetica di chi li ha vissuti intensamente, conoscendone le rocce o disegnandone gli alberi. Legami tangibili ed amorevoli che «costituiscono un importante strumento per ripristinare relazioni. Attraverso i materiali ed il loro uso transita, infatti, la storia e si fissano i legami spazio-temporali», tramutando storie personali in universali: il sasso fior d'oro (o pietra di San Giuliano) come estratto dal Golgota o le bibliche venature lignee dell'arca sul calcestruzzo disarmato. E' «la nostra dimora terrestre, che non è se non una tenda».

Museo Diocesano, Parma

Frammenti sfuggenti ricompongono memorie dimenticate in «un suolo che si prolunga davanti a noi e sotto i nostri piedi», un suolo continuamente indagato da domande e costituito da strati che incorporano risposte da riordinare. «Clarus et Decentius» estesero la «Augusta Parmensis» dalla tarda antichità al nuovo credo intrecciando modelli codificati ed iconografie simboliche ed allusive.