«Le immagini, al di là della loro presunta trasparenza, sviluppano autonome forme memoriali coinvolgendo anche la propria identità o appartenenza ad una collettività» diventando «riletture e riscritture che stabiliscono nuovi vincoli con diverse identità formali». La memoria personale diventa collettiva nell'interpretare i sentimenti del ricordo, nel richiamare cose vedute o apprese che racchiudano nella loro esemplarità simbolica anche l'arcano della rievocazione.
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
