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Palazzetto della Jole e Palazzo Ducale, Urbino (Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini)

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Oltre la cortina di mattoni butterati si estende «una città in forma di palazzo (esser pareva)», una aggregazione di edifici preesistenti ricuciti e placati da un grande vuoto centrale, ordinatore del nuovo pensiero urbinate. La diffusione del principio aggregativo della corte venne sperimentata nell'umanesimo «filologico e filosofico» toscano diventato «matematico» tra le colline del Ducato. La geometria ideale misura la corte del palazzo-città di Federico e la pura ragione ne scandisce i porticati del Laurana, teorizzati dall'Alberti ed evocati da Piero della Francesca. E se «il Palazzo Rucellai è la prima dimora civile, il Palazzo Ducale di Urbino è la prima reggia moderna».

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