Il titolo della mostra evocava l'appellativo che dava di sé «un giullare innamorato di Dio» e la sua instancabile dedizione ad un apostolato giocoso e popolare. «Il suo amore verso le cose create è puro, armonioso e totalizzante» diventando girovago come il giullare che si esibisce per il popolo di Dio, una sorta di giocoliere che evoca gli astri del cielo lanciandoli in aria, celebrando le lodi per «messor lo frate sole e sora luna».
La molteplicità del singolo e l'unicità nella moltitudine alternano e sovrappongono la gestione di compresenze autonome all'interno di una pluralità di significati. Condensare l'eterogeneità impone una strategia di sintesi che utilizza l'intercambiabilità simbolica delle forme come mezzo per estendere l'ampiezza evocativa, mutazioni disposte in un insieme determinato dall'omogeneità segnica e dalla reciproca connessione cromatica.
