Le statue di Piazza Pretoria, Palermo (Francesco Camilliani, Camillo Camilliani e Michelangelo Naccherino)
Spaesati, volgono lo sguardo altrove ricongiungendo paraste, portali e capitelli baronali in un nuovo sistema di relazioni visive intime e familiari, ricostruiscono intese velate da marmi con l'intorno non più toscano ma intensamente siciliano. Sospese tra storia transitoria e mito ancestrale, divinità ricomposte in geometrie concentriche di maniera evocano il «pantheon pagano» di nudità classiche, dove il tempo scorre accompagnato dallo sciabordio di fiumi ricondotti a simboli.
