«In linguistica, l'omofonia è la relazione che c'è tra due parole che hanno la stessa pronuncia ma significato diverso», accomunate, alle volte, dalla identica grafia. L'omonimia lessicale condiziona una sorta di «coesistenza forzata» tra forme con identità diverse, convergenti ed assonanti nella simultaneità dei significati che vorrebbero evocare.
Lettere epigrafiche narrano di territori di confine che mutano e scompaiono, di città su crinali rievocate da horoi sormontate da vedette a guardia dell'orizzonte marino, di iscrizioni che riferiscono della «koinè» dorica e latina attraverso frammenti di unità non più ricomponibili. Gli effetti chiaroscurali evidenziano la sequenza di grafemi composti con sapienza e rigore geometrico, «aggraziate forme prime» distribuite tra spazi intermedi modulate da leggère tracce di interlinee.
